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  Monumenti & Chiese:  

 Collegiata di S.Maria Maggiore

Ha   origini  antichissime,    ma,   per  mancanza  di documenti   storci,   non  è possibile stabilire la data della sua effettiva  costruzione, probabilmente   verso l'anno  mille   fu  ricostruita  da Roberto il  Guiscardo ex novo per un voto fattoalla Madonna.  Nel  1186 fu  restaurata la prima volta a causa di una minaccia di crollo e dotata dal  Comune  di  congrue  rendite;   per   tale  ragione  la  Regina  Costanza  di Napoli le concesse    lo    juspatronato (diploma  del  20-11-1195)chedurò fino al 1313. Rovinata dinuovo  a  causa della sua vetustà, venne  riedificata  nel  1746  e riaperta 50 anni  dopo. E tale struttura presente ancora oggi.  La  pianta  a croce latino presenta il  braccio  della croce  non  molto  sviluppato  e  al   posto  della  cupola  vi  è  una semplice  calotta senza tamburo e lanterna.  Il  suo  interno  misura   36m x 19m  che la colloca tra i primi posti tra le chiese del Basso Molise. L'interno è  scandito  da  campate  dai   robusti   pilastri  con  lesene  dai   capitelli  di  ordine composito;   le  arcate  sono di diversa altezza.  Imponente è la  facciata tripartita  da poderose  paraste  mistilinee  con  tre  portali  corrispondenti  alle  navate;   la parte    superiore  con  le   pietre  di  colore  chiaro  è  stata  ultimata  nel  1954  da N. D'Olimpo. I  portali  laterali   portano  in  alto  una  finestra quadrilobata;  quella centrale,   più  ampia   presenta   un   elegante  disegno   di  stile  barocco   nelle  linee  ondulate  della   nicchia e  dello  stemma  della  città;   sulle  paraste  si  notano  gli stemmi del Vescovo dell'epoca e di Guglionesi (che differisce da quello centrale).  La  facciata,   che   a  destra   presenta   il   campanile,   opera   di   Giovanni    Di Benedetto  di  Vasto   (1705),   si  affaccia  scenograficamente  su  di  una  piazza  lastricata  e porticata.


Chiesa di S.Nicola di Bari 

Da  origini  antichissime,  fu  distrutta  più  volte nel corso dei secoli.  Ricostruita, venne nuovamente rasa al suolo da un violentissimo terremoto nel 1117, riedificata  per  la terza volta nel 1200  da ignoti  artefici,  conserva  la medesima struttura ancora oggi. Vi si notano  motivi  stilistici  e architettonici di arte meridionale   evidenziata   dalla   robustezza   delle mura, con motivi decorativi verticali in risalto ripetuti aritmicamente   e   gli   archi   ciechi   chiaro   stile romanico/lombardo. La  struttura  architettonica  e  i  suoi  tratti stilistici sono  simili a quella della chiesa di  San  Nicola  di Bari.  Al tempo della fioritura del Convento dei  Celestini,  fu Cattedrale della cultura e della tradizione religiosa. Durante i lavori di riparazione di un  muro  pericolante  eseguiti  nel  1973  ad  opera dell'Arch. Di Renzo Mancini per la sovrintendenza del Molise si arrivò alla scoperta di una cripta romanica di cui sino ad allora non se ne conosceva l'esistenza.  Ignorata per secoli, la scoperta di colonne e capitelli servì a confermare l'epoca della sua costruzione (tra il V secolo  e  il  VI  secolo)   e  di  alcuni  lavori  di  rifacimento collocati intorno al 1200.  Per tanto,  a  giusta  ragione  questa  chiesa  può  considerarsi  uno  dei  capolavori dell'architettura meridionale.  Per questi validi motivi la chiesa e considerata monumento nazionale. 


Chiesa di S.Felice Martire

Sulla  chiesetta   di  S.Cosimo  e   Damiano,   costruita  nel   1600,   la   Marchesa Castantonia Caracciolo, Signora di Guglionesi, fece costruire, ampliandola la chiesa di S.Felice Martire. Questa  chiesa  doveva  avere  annesso  un  convento  di  suore  ed  un   educando femminile per le fanciulle nobili di Guglionesi che non entrò mai in funzione a causa dell'improvvisa morte della Marchesa.  In questa chiesa si nota  un artistico altare di marmo di pregiata  fattura; è presente il corpo di S.Felice dono alla Marchesa  del Papa Clemente XIII,  trasportato in città il 16 Agosto del 1763  e  racchiuso in una teca di cristallo; è presente anche la tela di S.Felice del XVIII sec.,   molto  rinnovata  ma  di  ottima  esecuzione  del  pittore Sansone.


Chiesa della Madonna del S.S.Rosario ex (S.Rocco)

Nel passato questa chiesa era  dedicata a S.Rocco, compatrono  unitamente  a  S.Adamo  di Guglionesi.   E' molto antica   (non  si conosce la data della sua costruzione),   ma  già  nel  1400 viene menzionata come Ecclesia  extra  moenia, cioè  viene  ubicata  al  di  fuori  della  cerchia  muraria  che circondava la città.  Dopo la  battaglia  di  Lepanto 1572, in seguito alla vittoria Cristiana sui Musulmani, fu consacrata alla  Madonna  del  SS.Rosario  e   dotata  di  un  campanile  in  stile orientale  che,  danneggiata   da  un   fulmine  nel  1971,  fu  ricostruito  a  forma  di piramide  come  si  può ammirare ancora oggi. E' stata  restaurata  ancora  una  volta  nel 1987 e durante i lavori sono state rinvenute  due  finestre rinascimentali.  All'interno si possono ammirare dei  dipinti del XVI sec.  e  le  statue di  S.Rocco  e S.Giuseppe.


Chiesa di S.Antonio di Padova (ex S.Francesco)

Edificata  nel  1410,  faceva  parte  integrante   del  convento di S.Francesco che occupava tutta l'area del palazzo comunale e gli edifici adiacenti. Il  convento  ampliato  nel  1570,  fu  soppresso nel 1809  e  trasferitola  demanio  che  lo  assegnò alla mensa vescovile di Termoli. Riaperto dopo alcuni anni, fu    nuovamente soppresso nel  1867  e  ceduto   al  Comune che lo adibi prima a carcere e poi a sede comunale. L'interno della  chiesa  è  affrescato  da  dipinti  del pittore locale Nicola Iacobitti.   Si ammirano un coro di ottima fattura, varie  statue  come   quella   di  S. Francesco,   S. Luigi,  Santa  Lucia, e della    Immacolata  Concezione in  legno policromo del XVII sec. e il portale quattrocentesco.   E'  stata  restaurata   agli   inizi  del  1700  e  così  si  presenta  ancora  oggi  con  qualche lieve   ritocco.  Un  recente   restauro  ancora   in   fase  di attuazione ha portato  alla  luce  un  rosone  centrale  nella facciata al di sopra del portale.


Chiesa di S.Antonio Abate

Costruita nel  1434  in  prossimità   del  castello  da  Capo, sorge  alla  periferia,  in  Via  Capitano Verri,  luogo  ove  in  passato  sorgeva  un poderoso castello distrutto dalle orde di Carlo VIII. crollata  per  vedustà   venne riedificata nel 1713 a spese del capitolo di Guglionesi nell'attuale sito.   Soppressa  nel  1809,   fu nuovamente  restaurata nel  1833  e  restituita al capitolo che lo ampliò con altri locali destinati  ad ospedale  (attuale Pretura).  Si  rilevò  molto  utile  durante  l'epidemia  spagnola  nel   1918,   periodo  in cui  fu  destinato a  Lazzaretto,    lontano dall'allora centro abitato.  Oggi  è  adibita  anche  al  culto di S.Rita. In questa chiesa vi è la statua lignea del santo scolpito dallo scultore e Pittore Nicola Iacobitti.


Chiesa della buona morte (ex S.Michele Arcangelo)

Già detta della natività, e prima ancora di S.Michele Arcangelo, oggi  e  denominata della  Buona  Morte  perchè   nel  1698,  per  volontà  del  Vescovo Pitritti  fu assegnata come   sede   della congregazione  della  S.Morte.  Fu  restaurata  dal  1711  al  1726. Offre di notevole,  un bellissimo  coro in noce scolpito  a mano con intagli dovuti al maestro ebanista Lionello  di Agnone (1782); alcune tele di autori ignoti del 1700 ed un altare eretto a cura della famiglia del Barone Cini.  Sono conservate le  statue di   S. Anna,  dell'Addolorata  e di Gesù oltre che ad una grande croce che viene portata il Venerdì Santo per le strade cittadine.


Chiesa della Madonna del Viandante

Sorta  nel  1956 per volere dell'allora Arciprete Carlo Maglia in contrada Guardata in una tenuta del prof.   Pasquale Del Torto, che la fece costruire a sue spese, unitamente ad una scuola.  In  questa  amena  contrada  in  quel  tempo  resiedevano  molti  contadini,   i  quali avvertivano  il  disagio della  lontananza del centro abitato,   ma sopratutto erano privi di qualsiasi conforto civile e religioso. L'apertura  al culto  avvenne  il  9  dicembre 1956  alla  presenza  del  Vescovo di Termoli Oddo Bernacchia e  tutte le autorità  civili  arrivati in città appositamente dal capoluogo regionale.  Dopo la cerimonia  e  la benedizione dell'artistica statua, il simulacro della Madonna del   Viandante  fu  portato  in  processione  nei   paesi  vicini.  Le  mutate  condizioni  socio  economiche, connesse con l'abbandono dei campi da parte   dei   contadini   verificatosi   nell'ultimo   decennio,  hanno fatto scemare l'importanza  e  l'intento  per cui  la  chiesa e  la scuola erano sorte.

N.B. La chiesa oggi non esiste più


Chiesa di S.Giovanni in Eremo

Costruita  nel  1138,  nello  stesso  periodo  in  cui  sorsero  le  Certose  di  Trisulti, Padùla,  di S.Martino  a   Napoli  e  Capri, ad  opera  della  Duchessa  Agnese  di Pedigòra,  fu  chiamata successivamente Porta Paradiso e S.Giovanni in Eremo. Vi era annesso convento. Subì la prima distruzione  nel  1352  ad  opera  di  un  certo Lupo che era al seguito delle truppe Ungheresi.  L'anno seguente una piccola area dietro il convento venne destinato a cimitero.  Un successivo restauro sì ebbe  nel 1371 ad opera della Principessa Giovanna di Durazzo. Dopo una  breve  unione  della  Certosa  di  S. Lorenzo  di  Padùla  nel  1444  venne affidata ai PP. Minori Osservanti. Venne  ancora  saccheggiata  e  distrutta  dalle  bande saracene che infestavano le nostre coste.  Di certo sì sa che l'ultima volta fu fatta ricostruire dalla Regina di Napoli e affidata ai frati francescani riformati.  Nel  1806  la  Certosa  venne  definitivamente  chiusa  e  tre anni  dopo, 1809, l'area circostante fu destinata a cimitero.  Restano oggi  solo  alcuni  ruderi  del  chiostro  e  della  cappella,  quest'ultima  fu ricostruita successivamente. 


Chiesa di S.Maria delle Grazie

Costruita dai Duchi Caracciolo nel 1649, era  parte  integrante  del convento dei frati Cappuccini, lo stile è semplice francescano. Sorge  nel  centro  della  villa  Comunale,   nel   posto   dove   prima   troneggiava  il Castello da Piedi, distrutto dalle orede di Carlo  VIII di  Francia.  Il  convento  fu  soppresso  nel  1809   per   essere   poi   riaperto  al   tempo   della restaurazione borbonica. Di   nuovo   chiuso   nel   1868,    buona   parte   di   essa  venne  adibito  a carcere mandamentale, destinazione che conservava fino a qualche anno fa.  Nell'interno si possono ammirare dei dipinti  settecenteschi e sopratutto delle salme di soldati caduti nella guerra del 1915 - 1918 e traslate a Guglionesi.  E' presente una statua di S.Francesco del XIX sec.


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